DEPANDANCE LANZO

APPARTAMENTO PRIVATO 

Progetto di

INEDITO Architetti

A cura di

Arch. Davide RAFFAELLI

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Collaboratori

Chiara Cerutti

Tipologia

Architettura, Residenziale

Nuova Realizzazione e Interior Design

30 mq

Committente

Privato

Luogo

Lanzo, Italia

Stato

Realizzato, anno 2020

Fotografie

Patrick J. Testa

Le valli di Lanzo, una villa storica ottocentesca e un parco alberato sullo sfondo le alpi innevate a pochi chilometri da qui, questo il contesto paesaggistico che interessa il nuovo progetto architettonico targato ineditoarchitetti. La Villa, dimora di una famiglia Torinese, da anni necessitava di un’espansione in pianta, di un nuovo volume architettonico che per volontà del cliente dovesse avere sia una funzione estetica sia una sua e vera propria funzionalità in pianta. Il progetto, mirato a restituire le volontà del cliente, ha arricchito le esigenze iniziali sfruttando il contesto ambientale di partenza. Infatti, il nuovo volume ha come concept iniziale la realizzazione di un nuovo punto di vista sul paesaggio verdeggiante e collinare delle Valli di Lanzo. Sfruttare il contorno per valorizzare l’architettura, dando vita ad un volume nuovo, ricco di estetica e di funzionalità.

Il volume in parte sospeso sulla collina, da vita ad un nuovo spazio familiare una sorta di “stanza della famiglia” costituito da un salotto ed un camino per potersi riunione ed ammirare il paesaggio, esaltato dal silenzio del parco. Un volume dalle forme pure e dal linguaggio dichiaratamente moderno che prende ispirazione dalla preesistenza storica della villa originaria. Il nuovo volume rimane ermetico sul fronte stradale e verso il paesaggio cambia la sua fisionomia diventando completamente permeabile tramite una vetrata a tutta altezza realizzando una scatola aperta sul bel vedere, ripercorrendo il concept del punto focale, di interesse e attrazione, come un cannocchiale. L’idea progettuale propone una nuova fruibilità e connessione tra la villa e il suo parco, attraverso la vetrata frontale, e la villa e il volume attraverso la vetrata di collegamento tra i due ambienti fisici. La scelta di quest’ultima, fortemente voluta, richiama l’attenzione al volume stesso sottolineando la sua esistenza anche senza un collegamento opaco che ne rovini la visione; la necessità di unire gli ambienti fisici, villa e nuovo volume, attraverso il vetro avvicina le funzioni ma allo stesso tempo ne allontana la loro geometria dettata dalla trasparenza del suo materiale.

Il suo rivestimento, avvolto da scandole d’ottone, è l’elemento di unione tra antico e moderno, tra nuovo e vecchio, uno esalta l’altro ma entrambi utili al linguaggio architettonico espresso. Il rivestimento, infatti, riprende le cromie della villa storica pur mantenendo il linguaggio contemporaneo e distinguibile. La villa storica e il suo ampliamento, pur raccontando dinamiche architettoniche differenti, si influenzano a vicenda, trovando un legame reciproco di valorizzazione. Entrando al suo interno, ci si dimentica del linguaggio architettonico e ci si lascia ammagliare dalla vista espressa dall'immensa parete vetrata verso il parco.

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